
"Ci sono tante cose così belle e così assurde nel mio paese. La sera, quando nel mio giardino guardo il lago, vedo la scomposta bellezza delle casuarine, il tropicale rigoglio delle palme da cocco, il fitto esotico intricato dei banani e, sullo sfondo, al limitare della spiaggia, la crudele asprezza dei reticolati di filo spinato."
Brano tratto dal libro Lettere dalla mia Birmania di Aung San Suu Kyi.
Siamo alle (purtroppo) solite notizie birmane che si evidenziano questa volta con l'arresto ed il processo della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi da parte del regime vigente per aver dato ospitalità ad un cittadino americano.
Attulamente ASSY si trova nella famigerata prigione di Insein, alla periferia di Yangoon dove è sottoposta a processo.
Secondo notizie ANSA La leader dell'opposizione birmana ha negato oggi, di fronte ai giudici del tribunale che la giudica per la vicenda del cittadino americano che si è introdotto illegalmente nella sua abitazione ai primi di maggio, di avere violato le regole degli arresti domiciliari cui è sottoposta. Ne hanno dato notizia giornalisti e diplomatici presenti all'udienza. Domani scade il termine precedentemente fissato per gli arresti domiciliari. Recentemente, anche di fronte alle pressioni internazionali, la giunta militare al potere aveva fatto capire che sarebbe stata possibile una liberazione dell'esponente dell'opposizione, premio Nobel per la pace. Sempre secondo l'ANSA, autorevoli fonti della giunta hanno fatto capire che gli arresti domiciliari, decretati nel 2004 per quattro anni e mezzo, potrebbero essere prolungati per almeno altri sei mesi. Quando il giudice le ha chiesto se ammetteva di avere violato le regole legate alla sua assegnazione agli arresti domiciliari, la leader dell'opposizione ha risposto di non aver infranto le regole.
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The Irrawaddy e Mizzima.
